Le armi ad anima liscia, doppiette, sovrapposti, automatici
e persino i monocolpo pieghevoli di buona memoria,
fanno parte della tradizione venatoria dei cacciatori italiani.
Pelo e piuma cacciati a "pallini",
a "pallettoni" e con la "palla
asciutta" fanno parte della nostra più classica
tradizione venatoria.
E così, la scelta del fucile a pallini è spesso riconducibile
ad un fatto proprio di tradizioni, oltrechè di gusto personale,
maturato nella cultura, nell 'ambiente venatorio in cui si vive e si è
cresciuti.
Si acquista una "doppietta" perchè
la si associa al ricordo del padre e ancora prima del nonno , che narrava
di incredibili prede fatte con la fida "doppia".
Si acquista un "sovrapposto" affascinati
dall 'efficienza, dall 'equilibrio e dalle sensazioni che si sono avute
frequentando il tiro.
Si acquista un "automatico" attratti
dalla facilità di brandeggio, dalla meccanica, dal numero superiore
dei colpi a disposizione.
Il calibro? Non c'è molto da dire che un cacciatore anche neofita
non sappia: quasi tutti sanno tutto sul calibro 12 (con camera
di cartuccia di 70mm), il più usato in assoluto, o sul calibro
20, leggero e fascinoso, o sui potenti Magnum cal 12 (con
camera di cartuccia di 76 mm) o Super Magnum (con camera di cartuccia
di 89 mm) che arrivano fino a cariche di 64 grammi di piombo.
Quello che forse non tutti sanno è da dove deriva l' espressione
attualmente usata per definire il calibro.
L' antica terminologia inglese indica con calibro # 12, 16
o 20 il numero di palle, identiche tra loro ed identiche al diametro
della canna,che si possono ricavare da una libbra (gr.453,6)
di piombo.
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